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Nel Mondo di Capo D’Acqua

Capo D'Acqua

Capo D'Acqua

Testi e foto di Giuseppe Pignataro

Sono passati un po’ di anni dalla mia prima volta a Capo D’Acqua e quella prima esperienza, spesso nei fotosub, segna un percorso che andrà ben oltre la semplice immersione. Non mi dilungherò su cos’è il Laghetto di Capo D’acqua dei suoi due mulini sommersi e dell’incredibile limpidezza dell’acqua, se dovessi pensare solo a quello dopo un paio di immersioni quella magia svanirebbe. Voglio soffermarmi su di un concetto che in 28 anni di immersioni nelle acque sorgive pugliesi, molto più circoscritte e senza alcuna influenza umana sommersa, ho imparato a coltivare e applicare nella maggior parte delle situazioni fotografiche che, immersione dopo immersione, mi sono capitate a tiro.

 

Capo D'Acqua

Capo D'Acqua

Tantissime volte da tanti amici subacquei e fotosub ho sentito frasi del tipo: sì, ci sono stato già due volte ed ora mi annoio, ho visto tutto. Credo che andare sott’acqua è un po’ come andare a passeggio, per quante volte si percorra e ripercorra la stessa strada, ci sfugge sempre qualcosa. Un occhio attento e una buona memoria possono aiutarci ma avere una documentazione fotografica sulla quale effettuare una più attenta osservazione a posteriori è sicuramente più efficace. Questo è il mio quotidiano fotografare, analizzando tutti gli scatti fatti nell’immersione precedente e, quando si ripresenta l’occasione, riparto con nuove idee che puntualmente si rinnoveranno nelle immersioni successive.

 

Capo D'Acqua

Capo D'Acqua

Ogni fotografo ha un suo linguaggio espressivo fatto di inquadratura, uso delle luci, colore o B/N e soprattutto nella ricerca e composizione dell’insieme, una firma riconoscibile all’occhio esperto. Non ci saranno foto uguali e neanche simili, se non ci soffermiamo alla sola vista superficiale, ma contenuti e visioni sempre diverse e dettagliate. Questo è ciò che in sostanza avviene nelle mie immersioni fotografiche ripetitive, una continua ricerca di quei dettagli e inquadrature che escono dagli schemi e crescono nella personale interpretazione fotografica. Questo ed altro è il mulino di Capo D’Acqua.

 

Capo D'Acqua

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Commenti  

+3 #1 Domenico Maiorano 2018-02-21 08:38
ricordo la mia prima ed unica immersione in questo luogo magico
c'era tanta neve il paesaggio bianco con il sole che si specchiava sul lago rendeva tutto fiabesco.
La temperatura esterna era di 5°-6° sotto zero, in fretta mi cambiai e mi tuffai, l'acqua con i suoi 4°-5° mi dono una sensazione piacevole di calore.
Rimasi incantato per la quasi irreale limpidezza e sopratutto per il fantastico paesaggio che avevo di fronte; iniziai a scattare cercando di realizzare immagini differenti da quelle già viste ma in men che non si dica giunse il termine dell'immersione.
Condivido pienamente il tuo concetto Giuseppe quando dici:
Un occhio attento e una buona memoria possono aiutarci ma avere una documentazione fotografica sulla quale effettuare una più attenta osservazione a posteriori è sicuramente più efficace.
Aggiungo il mio pensiero: non cercare nuovi soggetti ma avere nuovi sguardi.
Grazie per la passione che hai e che ci trasmetti
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